CARLO COLOMBARA: voci liriche (7)

CARLO COLOMBARA: voci liriche (7) – Il baritono scuro —

INTERVISTA ESCLUSIVA a puntate per la RUBRICA Il Salotto d’Arte  di

Natalia Di Bartolo © DiBartolocritic


Il BARITONO SCURO

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NDB: Eccoci ad una vocalità nuova in questa nostra intervista a puntate: il Baritono.

M° Colombara, le caratteristiche di questa vocalità?

CC:  Sui baritoni non possiamo parlare di estensione vocale perché, che siano scuri o chiarissimi, la tessitura va sempre più’ o meno dal Lab grave e per due ottave arrivano al Lab acuto. Alcuni riescono anche ad arrivare a note più acute ma non serve a nulla.

NDB: Chi ha scelto per noi questa volta?

CC: Ho scelto di iniziare dal “Baritono Scuro”.

I più illustri? : Titta Ruffo ed Ettore Bastianini. Ecco Titta Ruffo nel Prologo dei Pagliacci:

NDB: Scelte da brivido!

CC: Sì, in particolare Bastianini. Ma che meraviglia. Lo ascolti, poi metti su un cd di un altro baritono e ti sembra un tenore…

Eccolo in “Eri Tu” da “Un ballo in maschera”. Scelto apposta per i nostri lettori…

NDB: Veramente senza parole, Maestro! Immenso Bastianini!

CC: Sì! Quando a 15 anni studiavo come baritono, Ettore Bastianini era il mio idolo.

NDB: E cosa riserva ai nostri lettori per la prossima puntata, Maestro?

CC: Proseguiamo con i baritoni!

NDB: Alla prossima, allora… SEGUITECI! FOLLOW US!

 

Natalia Di Bartolo © DiBartolocritic

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Carlo Colombara: voci liriche (6)

CARLO COLOMBARA: voci liriche (6) – I bassi wagneriani —

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Natalia Di Bartolo © dibartolocritic


I BASSI WAGNERIANI

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Oggi il M° Carlo Colombara ha scelto per noi una particolare “categoria” di bassi: i bassi wagneriani.

NDB: Maestro Colombara, i bassi wagneriani hanno un repertorio improbo!

CC: Sì, la voce del basso o basso baritono wagneriano si distingue innanzitutto per la potenza.

NDB: Ma a tale potenza corrisponde l’interpretazione?

CC: Non sempre…Molti di loro hanno un’interpretazione quasi nulla. Spesso l’importante e’ superare l’orchestra. Il resto conta meno, in questo repertorio tedesco. George London, è una rara eccezione. Eccolo nell’Addio di Wotan da Die Walkure:

NDB: Dunque Maestro la necessità primaria è il volume della voce…

CC: E’che devono cantare tutto forte. Raramente ho sentito un basso wagneriano fare un piano…Credo però che, a parte il volume di voce, come diceva la Flagstad, ci vogliano due scarpe comode!!!

NDB: In effetti, data la durata media delle opere wagneriane…

Ci indica altri bassi wagneriani degni di nota?

CC: Sì, certo. Theo Adam e Hans Hotter, per esempio. Ecco Hans Hotter:

NDB: Altre “categorie di bassi da prendere in cosiderazione, Maestro?

CC: Direi di no. Alla prossima puntata sceglierò e commenterò per i nostri lettori le prime voci da baritono

NDB: Grazie Maestro Colombara. Siamo molto curiosi…

CC: E voi SEGUITECI, FOLLOW US!

Natalia Di Bartolo © dibartolocritic

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CARLO COLOMBARA: voci liriche (5)

CARLO COLOMBARA: voci liriche (5) – I bassi di scuola slava —

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I BASSI DI SCUOLA SLAVA

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NDB: Maestro Colombara, oggi ha deciso di parlare di una particolare scuola di bassi, quella slava ed ha scelto per noi i video più appropriati.

CC: Si, certo: è una scuola prestigiosa, che ha dato grandi voci all’Opera. Non solo i tre grandi che andremo anche ad ascoltare, ma anche altri, come Raizen, Úpirogov, Kipnis…

NDB: Qual’è la caratteristica di queste voci?

CC: Le voci slave hanno come caratteristica, a parte alcune eccezioni, la poca predisposizione per il legato. Sono generalmente voci “muscolose”, adatte alle opere russe come Il Boris Godunov, il Principe Igor, etc.

Il primo nell’ordine è Fyodor Chaliapin. Ascoltiamolo in un brano del suo grande Don Quixote di Massenet

 

NDB: Chaliapin era un grande cantante-attore…

CC: Ma lo era anche Boris Christoff, dalla pronuncia slava inconfondibile anche quando cantava in italiano: più’ un cantante-attore che una voce e basta. Eccolo nella morte di Boris Godunov di Musorgskij:

NDB: Ma dunque vocalità specifiche e doti attoriali insieme per questi bassi slavi.

CC: No, non solo: c’è stato un grande basso slavo dalla voce stupenda anche per colore e grandezza: Nicolai Ghiaurov. Ho scelto per voi un pezzo forte dall’Eugene Onegin di Čajkovskij.

NDB: Indimenticabile Ghiaurov…Lo ricordiamo anche per essere il marito della grande Mirella Freni… Lei lo ha conosciuto?

CC.: Sì, lo conoscevo, era mio amico. Con lui dividevo le recite di Filippo II al mio debutto nel ruolo nel 1998 a Bologna. Era un gran signore. Alla prima mi telefonò poiché la stava ascoltando per radio, per farmi i complimenti…E’ scomparso prematuramente e mi manca ancora oggi…

NDB: Ricordi unici, Maestro. Ma la sua rassegna di bassi non finisce qui, mi pare…

CC:  No, penso di parlare ancora di altri bassi, nella prossima puntata…I bassi wagneriani.

NDB: Interessantissimo! SEGUITECI! FOLLOW M° CARLO COLOMBARA and me!

 

Natalia Di Bartolo © dibartolocritic

CARLO COLOMBARA: voci liriche (4)

carlo-colombara-voci-liriche-4-1INTERVISTA ESCLUSIVA a puntate per la RUBRICA Il Salotto d’Arte  di

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Il BASSO ROSSINIANO

NDB: Il protagonista di oggi, Maestro Colombara, a sua scelta è “il basso rossiniano”. Chi ci propone?

CC: Ma nessun altro se non SAMUEL RAMEY!

NDB: Un grandissimo! Ma perchè lo definisce proprio “rossiniano”, data la vastità del suo repertorio?

CC: Perché è  il vero, grande basso d’agilità. A Rossini sarebbe piaciuto Ramey.  Anzi, strapiaciuto. A mia memoria non è esistito nel ‘900 un basso rossiniano come Ramey. E dubito che anche prima ve ne fosse uno tanto bravo. Voce lunghissima, agilità impeccabili. Rimasto senza eredi. Ascoltiamolo in un brano proprio di Rossini, dalla Semiramide:

NDB: Rimanendo più che ammirata, la ringrazio, M° Colombara, a nome mio e di tutti i nostri lettori. Lei conosce il M° Ramey?!

CC: Sì, lo conosco, è un caro amico. Spesso ci scriviamo e siamo in contatto. Ho ammirazione e stima enorme per questo immenso artista.

NDB: Mi associo e le chiedo chi sarà il prossimo esempio…

CC: Sarà la volta del BASSO VERDIANO. Ma non vi svelo chi ho scelto. SEGUITECI!

NDB: Sì, seguiteci! FOLLOW US!

 

Natalia Di Bartolo © dibartolocritic

CARLO COLOMBARA: VOCI LIRICHE (3)

INTERVISTA ESCLUSIVA a puntate per la RUBRICA Il Salotto d’Arte  di

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IL BASSO BARITONO

NDB: Eccoci alla terza puntata col M° Carlo Colombara e le sue scelte sulle vocalità.

Maestro, chi ha preferito per rappresentare l’esempio della vocalità del Basso Baritono?

CC: La mia scelta è duplice, questa volta, e punta su due illustri nomi: George London e Justino Diaz.

NDB: Dunque due esempi, non uno!

CC: Sì. non si può fare a meno di citarli e farli ascoltare entrambi. La loro voce raggiungeva gli acuti di un baritono e le note gravi di un basso.

La voce del basso-baritono era quindi qualcosa di ben definito. Invece oggi è cambiato tutto. I cosiddetti bassi-baritoni soffiano il più’ delle volte le note gravi e raramente arrivano timbrando un SOL o, peggio ancora, un FA grave. Negli acuti, poi, schiariscono fino a sembrare dei bari-tenori. Ecco perché oggi ve ne sono tanti e con voci anonime, che nulla lasceranno nella storia della vocalità.

NDB: La sento severo in proposito, ma è giusto così…Ci illustra le sue scelte, Maestro?

CC: George London era canadese. Voce wagneriana, il miglior Wotan di sempre secondo i miei gusti, ma anche ottimo Scarpia, appartiene ad una generazione passata, con la quale non ho potuto avere contatto diretto.

Ascoltiamolo…

 

NDB: E Diaz? Lo ha conosciuto?

CC: Sì, ho conosciuto Justino Diaz: con lui e Shirley Verret ho cantato il mio primo Macbeth a Tokyo. Era un ottimo collega, con una voce grandissima. Cantava regolarmente sia i ruoli da basso come Silva nell’Ernani, che da baritono. Era ottimo in Escamillo e Jago.

NDB: Che meraviglia di debutto, il suo, in quel Macbeth, Maestro Colombara! Diaz era davvero grandissimo, tanto che Franco Zeffirelli lo scelse per il suo film Otello proprio per la parte di Jago che lei ha citato come esempio.

CC: Certo, ascoltiamolo proprio in quella parte, dal film di Zeffirelli, nel Credo del personaggio a lui così congeniale.

 

NDB: Con l’ascolto e la privilegiata visione zeffirelliana di questo meraviglioso brano interpretato da un basso baritono d’eccezione, concludiamo la puntata di oggi. Grazie Maestro!

CC: E’ un piacere. Preparatevi ad ascoltare colui che io considero il “BASSO Rossiniano” per eccellenza…

NDB: Certo! preparatevi, perché è grandissimo…ma non vi sveliamo chi sia e il Maestro Colombara ed io, augurandovi buon ascolto, vi diamo appuntamento alla prossima puntata di questa rassegna di voci e brani scelti e commentati personalmente da lui.

Continuate a seguirci! FOLLOW US!

 

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CARLO COLOMBARA: VOCI LIRICHE (2)

INTERVISTA ESCLUSIVA a puntate per la RUBRICA Il Salotto d’Arte  di

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NDB: Maestro Colombara, lei ha scelto un esempio che ha definito “basso cantabile” o “basso nobile”: CESARE SIEPI

CC: Il basso cantabile, anche detto “nobile” ha la padronanza del legato e anche del buon gusto. Cesare Siepi incarna da sempre il basso Nobile. Tutti i bassi dovrebbero prendere esempio da questo mostro di belcantista. Il repertorio è dei più grandi. Va da Mozart a tutto il bel canto italiano fino a Verdi.

In questo video Siepi interpreta un brano celeberrimo da La Sonnambula di Vincenzo Bellini.

NDB: Magnifica scelta, Maestro, anche di repertorio. Lei ha conosciuto Cesare Siepi?

CC: Sì, l’ho visto a Ravenna: cantava il Requiem di Verdi e Simon Boccanegra.

NDB: Grazie per la seconda puntata della nostra intervista.

CC: BUON ASCOLTO ai nostri lettori!

NDB: Certo, buon ascolto e appuntamento alla prossima puntata con IL BASSO BARITONO… Ma non sveliamo chi sarà il cantante scelto e commentato dal M° Colombara… Lo scoprirà chi ci seguirà…

Natalia Di Bartolo © dibartolocritic

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CARLO COLOMBARA: “Voci liriche? Io la penso così!” (1)

INTERVISTA ESCLUSIVA a puntate per la RUBRICA Il Salotto d’Arte 

di Natalia Di Bartolo © dibartolocritic  


Questa al basso emiliano Carlo Colombara sarà una mia intervista sui generis, illustrata da numerosi video, che andrà avanti nel tempo “a puntate” e che abbiamo ideato insieme per il piacere di condividere un parere così autorevole sulle voci liriche nella loro accezione più corretta, per sfatare falsi miti e leggende su impostazioni, tipi, modi, emissioni, colori vocali, sia maschili che femminili.

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Ogni “puntata” sarà costituita da un video con un/a protagonista, colui/lei che per il celebre interprete rappresenta “la vocalità giusta” per ogni tipo di voce si possa presentare sul palcoscenico. I suoi “ideali vocali”, insomma, coloro che incarnano la vicinanza alla perfezione secondo i suoi parametri non solo di cantante, ma anche di autorevole insegnante che in numerose Masterclasses ha dato il proprio imprinting a decine di allievi.

Si partirà dalle voci dei Bassi, che rappresentano il tipo di vocalità che il Maestro frequenta e pratica nei maggiori teatri del mondo in quasi trent’anni di carriera, per poi proseguire con tutti gli altri tipi di voce lirica: baritoni, tenori, mezzi soprani, soprani.

Insomma, cantanti di oggi: adeguatevi a questi parametri: è un consiglio da parte mia, ma un imperativo da parte del M°. Carlo Colombara, che ringrazio per la sua simpatia e collaborazione qui nel mio Salotto d’Arte su operaeopera.com., dove sono onorata di riceverlo e ospitarlo in questo interessante excursus.


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NDB: Maestro, la vedo risoluto e anche un po’ arrabbiato, in fatto di voci liriche oggi… Di belle voci giovani, in effetti, se ne sentono poche…Voci capaci, per esempio, di cantare le cabalette come Dio comanda…

CC: Certo! A che serve cantare Trovatore, Attila, Jerusalem, Lombardi, Norma, Nabucco e tante altre opere con la cabaletta cantata noiosamente due volte, se non hai la voce giusta? Non dico di fare come Christoff che asseriva: “Ma si, una volta basta!” Una volta sì, può anche andar bene, ma con un po’ di grinta nella voce, un po’ di nervetti..e, potendo, con un po’ di VOCE! Questo ibridume…farlocco.

NDB: Ma allora che fare con questa cabaletta?

CC: La cabaletta dev’essere eseguita due volte solo se con variazioni. Comunque io penso che ai personaggi serva più’ che altro la voce giusta, la giusta drammaticità, intensità’ nell’espressione, piuttosto che vincere semplicemente la gara dell’arrivare in fondo comunque, “come da spartito”. Stiamo tutti ad idolatrare la Callas perché ha dato una nuova espressività ai personaggi. Però poi, mai come oggi, quella grande lezione viene disattesa. Da basso parlo dei bassi, per esempio in Attila e Nabucco. Attila non può’ avere una vocina..Il flagelletto di Dio? E’ ridicolo, cozza con quello che dice. Zaccaria del Nabucco è un profeta, non parla sottovoce, parla al coro, quindi…

NDB: Dunque lei le cabalette le esegue sempre due volte?

CC: Io le cabalette di Nabucco e di Attila le ho eseguite sia due volte che una sola. Quando l’ho cantata due volte ho sempre cercato di differenziare almeno il colore nella ripetizione. Ripetere due volte la stessa cosa senza nessun cambiamento sembra di cantare un “per chi non avesse capito”…sembra un tic! Comunque i compositori mica erano deficienti da scrivere due volte la stessa cosa. La prima la si esegue come è scritta e la seconda con variazioni. I compositori scrivevano la seconda cabaletta proprio perché i cantanti potessero variarla con dei virtuosismi. I compositori amavano i loro cantanti!

NDB: Cosa pensa del “periodo d’oro” della Lirica, quello della Callas e di Di Stefano, per intenderci?

CC: Sì, c’e’ stato un periodo della lirica che tutti chiamiamo giustamente “d’oro”. Perché era d’oro? Per la grandiosità’ degli allestimenti? Forse. Per la grandezza dei direttori d’orchestra? Forse. Per la qualita’ dei cantanti? Sicuro!

NDB: Ma allora se ci servissimo di youtube, lei ci potrebbe indicare quali siano, a suo parere le voci che hanno reso “d’oro” quel periodo?

CC: Certo, tramite youtube sarà interessante passare in rassegna alcune delle voci che hanno fatto si che quell’epoca fosse “d’oro”. Le vocalità’ ,la qualità’ del timbro, il volume, la morbidezza, la tecnica, etc.. Ma soprattutto il timbro vocale. Perché è proprio qui che oggi si fa una grande confusione, volutamente. Ecco: tutto quanto si discosta troppo dai video che seguiranno non chiamateli bassi-baritoni, bari-tenori, soprani falcon e così via, ma semplicemente “voci corte” o “ibrido-stimbrate” .. Perché dato che alcuni come il sottoscritto hanno lavorato da pazzi per avvicinarsi a coloro che ascolterete, ogni tanto a sentire castronerie ci si inquieta…Bene, partiamo. E partiamo con:

IL BASSO PROFONDO

In Italia abbiamo avuto un grande esponente di questa categoria : GIULIO NERI.

 Altri notevoli bassi profondi sono stati Matti Tavella, finlandese e Jerome Hines statunitense.

Voce oggi praticamente scomparsa, quella del basso profondo, come le tante voci più gravi, le voci dragatiche. Vuoi per il diapason alto, vuoi per il cambio di stile di vita…è un dato assodato che le dragatiche ormai siano praticamente scomparse.  La voce di basso profondo ha un’estensione di circa due ottave e mezzo e va dal do grave al mi-fa acuto.

NDB: Grazie Maestro!

Al prossimo appuntamento sarà la volta di un altro grande basso: il basso Cantabile o basso Nobile: CESARE SIEPI, scelto e commentato sempre da CARLO COLOMBARA…

SEGUITECI! …